sabato 10 gennaio 2009

Perchè impariamo a non prenderci mai troppo sul serio, noi, pseudo- scientisti del guazzabuglio del cuore umano.

"S'i fosse cuoco, strozzerei un pollo;
a foco lento io l'arrostarei,
con erbe e spezie lo profumerei,
in olio caldo lo terrei a mollo.
Se fosser tanti sarei allor giocondo,
chè tutti amici allor inviterei;
se fosser dieci o più, sa' che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.

Se fosse cotto, andarei da mia madre,
e petto e coscia offrirei a lei;
similmente farìa con mi' padre,
se fosse grosso ancor per tutt' e tre:

porrei patate giovani e leggiardre,
verzure e spezie, e aglio e sale e pepe."



Tratto da "Francesco De Sanctis, Parastoria della letteratura italiana, la fantasaggistica e l'impero del verosimile, autentico falso d'autore." di Vittorio Caratozzolo.

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